Nel film/documentario “Il primo respiro” di Gilles De Maistre durante il travaglio/parto le mamme sono bagnate da lacrime silenziose.

Che cosa si prova durante il parto?

Sono le testimonianze delle mamme che si raccontano tra loro di persona o anche sul web, che ci fanno vibrare l’anima:

“ero troppo carica e concentrata per piangere. Poi una volta nata mia figlia ho provato delle emozioni in parte sconosciute fino a quel momento e in parte ritrovate come se la mia memoria le avesse custodite senza che io lo sapessi, un senso di infinita tenerezza e di nostalgia che mi fanno tornare in mente il mio legame con mia madre da piccola. Però durante il travaglio e il parto ero molto combattiva…”

“il sentimento principale è stato una specie di delirio di onnipotenza… credo che in quel momento mi sarei sentita in grado di abbattere ogni ostacolo, di vincere ogni sfida (e questa sensazione è rimasta in me da allora!).
E ho pianto tanto quando l’ho finalmente avuto tra le braccia, credo di avergli detto qualcosa come – ma dov’eri nascosto? – ma soprattutto ho capito che il dolore del travaglio e del parto erano finalizzati alla creazione di quella meraviglia, e pertanto meravigliosi anche loro!”

“altro che piangere, quando passava il dolore io ridevo. Ridevo perchè stava andando tutto bene e presto avrei visto mio figlio. Durante le contrazioni ne ho dette e fatte di tutti i colori. Parlo del secondo parto, durante il primo non ero consapevole.”

Per “prepararsi” al parto, perchè frequentare un corso di accompagnamento alla nascita?
La gravidanza è un momento speciale, che merita di essere vissuto in piena consapevolezza, qualsiasi tipo di parto ci si troverà ad affrontare.
Le donne e gli uomini che frequentano un gruppo in gravidanza, vivono meglio i mesi di attesa, superano più facilmente i naturali timori, e i fastidi che spesso hanno; sono più sicure e preparate anche rispetto a ciò che avverrà dopo il parto, sia per quanto riguarda gli aspetti fisici a cui va incontro il proprio corpo nel post parto, gli aspetti psicologici ed emozionali, sia nella cura, allattamento, e relazione col bambino.

Accompagnare alla nascita” significa favorire la consapevolezza e le scelte personali in un clima il più possibile non giudicante, cercando di attivare i bisogni delle persone nel rispetto del loro stile di vita.

“Se ascolto, dimentico; se vedo, ricordo; se faccio, capisco”.

Per una gravidanza “ad hoc” bisogna comprendere l’evoluzione della stessa e lo sviluppo del bambino, imparare ad ascoltare il proprio corpo e gestirne i cambiamenti senza alcun tipo di malessere, bisogna saper ascoltare le proprie emozioni e condividerle col partner, gestire il dolore e la paura, condividere l’esperienza con altre mamme e fare amicizia, aumentare la fiducia in se stesse ed evitare la depressione post-partum.

Il corso di accompagnamento alla nascita è rivolto alle future mamme e ai papà. E’ un corso teorico e pratico, per vivere la gravidanza con serenità, naturalezza e arrivare al parto senza timori. La parte di lavoro fisica prevede esercizi semplici: tecniche di rilassamento, respirazione e movimenti per alleviare i fastidi tipici dovuti al pancione che cresce, per mettersi in connessione col bambino, prepararsi al parto, lavorare con le contrazioni e vivere con gioia il grande momento che si avvicina. Inoltre viene dato spazio di discussione ed informazioni sulla fase post-parto, allattamento e cura del bebè.

I bambini sono frammenti di polvere di stelle soffiati dalla mano di Dio. Fortunata la donna che conosce le doglie del parto perché lei ha tenuto una stella dentro sé (Larry Barretto)

Ringraziamo l’ostetrica Tania Frasca per il contributo.