Cara Amica, non so bene perchè ti scrivo, ma le parole mi escono dal cuore.

Qualche giorno fa, tra una telefonata ed un messaggio, mi hai comunicato il tuo ritardo ed, empaticamente, mi hai trasmesso la tua paura nel poter affrontare un’altra delusione, ma anche la curiosità nel poter scoprire qualcosa di nuovo. Mi avevi detto di aver fatto un test qualche giorno prima, che però era candido, così ti eri messa l’anima in pace e via a passare un weekend con grandi sorrisi e nuove avventure.

Ma quando, mi hai detto che un briciolo di speranza l’avevi ancora, non potevo che farti da spalla e spronarti nel fare un nuovo test. Ero emozionata quanto te nell’attesa di un tuo nuovo messaggio, e quando si è illuminato il cellulare, con il cuore a mille l’ho letto, come te che stavi leggendo il risultato del test. “Non ti arrabbiare”, è stata la prima cosa che hai scritto, allora ho capito. Il tuo test, il vostro test, era positivo.

Cara Amica, se ti scrivo è per dare sfogo alle mie emozioni, perché ti ho parlato, ti ho abbracciato, ma a volte, qualcosa rimane dentro.

Ho gioito e prima di te ho scritto “positivo??”. E tu con tanti fuochi d’artificio mi hai dato la conferma. Ho gioito davvero, lo so quanta sofferenza c’è dietro a questa ricerca, dietro a quella felicità a volte velata da cure, medici e analisi. Ho gioito per voi Amica, come se fosse anche mio questo positivo, ma poi il buio ha nuovamente ripreso il sopravvento e quel “Non ti arrabbiare” è tornato alla ribalta. Anche noi come voi, siamo in cerca da tempo, e chiaramente non sono arrabbiata con te, come potrei Amica, sono delusa del nostro mancato concepimento, sono triste e spaventata di non riuscire a diventare madre, di non dare un figlio a mio marito, di non far diventare nonni i miei genitori. E non potrei MAI essere adirata con te, perché è il destino che ci gioca questo brutto scherzo, è qualcosa di più grande di noi, che non fa compiere questo miracolo. Miracolo invece dentro di te, fatto di amore e ricerca e gioia e lacrime. Miracolo che crescerà e diventerà qualcosa di meraviglioso.
Miracolo che, è spaventato, perché vuole quasi andare via…vuole fuggire da te? Questo puntino non vuole restare con voi? No deve.

Mi hai scritto che stavi male, dei dolori, delle perdite, delle paure. E io sono stata te, mi sono stretta la pancia e ho sentito un conato di nausea, sono tornata davanti a mio marito con gli occhi spenti e gli ho raccontato di queste nuove sensazioni. Ti ho stretta in un abbraccio immaginario e ho sussurrato al puntino di stare attaccato alla sua mamma, sto pregando perché lui non si allontani da voi. Il tuo tono non è triste, è apatico, è stanco di dover affrontare anche questo, dopo tutto questo tempo. Ma il vostro puntino è ancora li. Lo so io, lo sai anche tu e nonostante il sangue, hai ancora speranza, lo so Amica, ce la devi avere anche se mi dici di no. Sarà dura, molto dura: saranno giorni in cui continuerai a stare a letto e a maledire tutta la gioia, durata solo un paio di giorni. Sarà quello che il destino vorrà, ma sappi, ora più che mai ti sono vicina, perché stavolta non posso capire come stai e cosa stai passando, ma saprò che se un giorno capitasse a me, tu saresti pronta a tendermi una mano.

Scritto da una di noi