Cavoli e Cicogne. Da dove arrivano i bambini?

Da quando siamo piccoli, sentiamo sempre questa frase “La cicogna ti porta il fratellino! Arriverà la cicogna con una cuginetta! Da sotto il cavolo è arrivato il nipotino!”

E sempre abbiamo pensato che fosse vero.

Scherzi a parte, da dove arrivano queste credenze popolari?

Favole e leggende identificano la cicogna come animale beneaugurante, portatore di fecondità. Il mito nasce dalle popolazioni centro-europee ma si basa su un piccolo equivoco: una volta, quando nasceva un bambino, in casa si accendeva il camino per più ore durante la giornata per scaldare l’ambiente. Se questo accadeva in primavera, le cicogne, al ritorno dall’Africa, cercando il luogo più adatto per costruire il nido, sceglievano il comignolo più caldo e quindi quello della casa del neonato.

Vi rendete conto che allora è sempre stato il contrario? Sono i bambini a portare le cicogne e non il contrario!

Visto che l’osservazione popolare aveva notato che la cicogna sceglieva sempre case dove era nato un bimbo, la tradizione ha associato la cicogna alla nascita di un bambino e che fosse proprio questo uccello a portarli.
In realtà era semplicemente il calore del tetto ad attirarle, ma la fantasia popolare ha “romanzato” la realtà, scrivendo la nostra storia, una tradizione bellissima.

Ma non solo. Infatti la cicogna, ha almeno altre due doti che l’hanno resa così importante per “questa missione”: la conoscenza del regno dei cieli con un elevato senso d’orientamento e la capacità di andare a cogliere un bambino, in mezzo a miliardi che si preparano a venire al mondo, sulla base del distillato delle emozioni e dei sentimenti dei futuri genitori. Non bisogna scordare, inoltre, che la cicogna la si vedeva dormire appoggiata ad un’unica zampa.  Quasi come se si tenesse pronta, in qualsiasi momento, a compiere la propria missione.

Altra storia, è quella che i bambini vengano trovati sotto il cavolo. Per secoli, il cavolo è stato l’unico alimento che durante l’inverno garantiva nutrienti come vitamine e minerali, in particolare in Europa Centrale, e che da sempre fosse simbolo di fecondità e di vita, perché veniva raccolto dopo nove mesi dalla semina, proprio come il tempo di gestazione dei bambini.

Erano le donne ad occuparsi della piantagione e della raccolta dei cavoli: queste ragazze erano chiamate levatrici (come le donne che aiutavano nel parto) perchè il loro compito era di tagliare il cordone ombelicale che legava il cavolo alla terra.

Non è un caso però: perché è vero che i bambini nascono (anche) grazie ai cavoli. Il loro altissimo contenuto di acido folico, infatti, migliora la qualità e la vitalità degli spermatozoi. L’acido folico, di cui sono ricche le brassicacee (la famiglia di verze, cavoli, cavolfiori e cavolini di Bruxelles), stimola la crescita cellulare e quindi è l’ideale per incrementare il livello di fertilità dello sperma ed è capace di modificare il metabolismo degli estrogeni femminili e di rendere le donne più fertili.

Marta