La nascita di un figlio per una donna è una delle esperienze più belle del mondo e tutte le proprie risorse fisiche e mentali sono dedicate al bambino. Ma in alcuni casi arriva il momento, per necessità o per piacere, di rientrare a lavoro.

Come ci si sente e come comportarsi per prepararsi al meglio al rientro in ufficio?

Non esiste un momento ideale in assoluto per rientrare in ufficio e a volte la mamma non ha neanche la possibilità di scegliere.

Un consiglio apparentemente banale ma importante è quello di rientrare a lavoro con una certa tranquillità nell’animo, data dalla consapevolezza di aver cercato e trovato la soluzione migliore, lasciando il bimbo in buone mani, dai nonni, alla tata o all’asilo nido. Un altro suggerimento è quello di fare tesoro di questa nuova ricchezza e sfruttare questa nuova consapevolezza di ciò che sono le nostre risorse e le nostre capacità: infatti ora non siamo solo donne e professioniste ma siamo anche mamme.

Un punto critico è il senso di colpa generato dalla paura del distacco e il conflitto tra l’idea di dover “abbandonare” il proprio piccolo e la voglia di tornare a lavoro per potersi realizzare non solo come mamme: è importante accettare queste emozioni e trasformare anch’esse in risorsa, sfruttando questo momento come un’occasione di crescita, per noi che impariamo a prenderci il nostro tempo e per il bimbo che impara a relazionarsi con altre persone e possiamo darci l’obiettivo di puntare sulla qualità del tempo trascorso con nostro figlio. Abbiamo tutte le capacità di rivestire diversi ruoli ed è importante chiedere aiuto ai papà, che a loro volta possono dimostrare di potersi fare carico di diversi aspetti della vita famigliare.

Si torna a lavoro per volere o per dovere, si resta a casa con piacere o per altri motivi:  in ogni caso le mamme vanno aiutate e non colpevolizzate e supportate nel trovare con la giusta serenità la soluzione più adatta.

Quindi, per riprendere la nostra vita lavorativa con serenità, possiamo provare a seguire alcune indicazioni

  • Definire le priorità, prendendo atto delle nostre esigenze e definendo quali sono le cose da fare, assegnando loro una priorità, così da poter conciliare gli impegni famigliari con il resto delle cose;
  • Non essere troppo esigenti con noi stesse, accettare i propri limiti e fare riferimento anche in questo caso alla scala delle priorità, così da evitare il senso di inadeguatezza che può insorgere se pretendiamo troppo da noi stesse;
  • Decidere con calma a chi lasciare il bambino, se ai nonni, ad una tata o al nido, valutando con criterio i pro e i contro di ogni opzione, in modo da sentirsi poi sicure e serene nel momento del distacco. In questa circostanza è importante è sentirsi libera e in diritto di definire alcuni aspetti della gestione degli aspetti pratici di tuo figlio, come ad esempio gli orari della pappa e della nanna, mettendosi però anche in ascolto dei pareri e delle proposte degli altri;
  • Per quanto riguarda l’allattamento, oltre a poter sfruttare le ore di riposo a cui si ha diritto fino all’anno di vita, possiamo organizzarci preparando un biberon con l’aiuto del tiralatte;
  • Se ne abbiamo la possibilità, possiamo riprendere a lavorare con gradualità, aumentando mano mano le ore di distacco tra noi e il nostro piccolo;
  • Organizza il tempo per voi due, creando delle nuove abitudini di momenti e di coccole da dedicarvi senza alcuna interferenza;
  • Accetta l’aiuto degli altri, senza pretendere di fare tutto da sola. I consigli ed il supporto degli altri possono rivelarsi molto utili, oltre a rappresentare un sollievo sia dal punto di vista fisico che mentale.

Ricorda che ci sarà anche il nostro piccolo ad aiutarci: infatti anche lui sembra sapere e ci chiederà un maggior contatto e più coccole, insegnandoci il modo migliore per crescerlo.