Il metodo Montessori è un sistema pedagogico sviluppato da Maria Montessori, basato sull’indipendenza, sulla libertà di scelta del proprio percorso educativo (entro limiti codificati) e sul rispetto per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino. Secondo l’approccio Montessori, diffuso in centinaia di scuole in giro per il mondo, l’allievo bambino deve essere libero di sperimentare da solo e in libertà, così da favorire la creatività e lo sviluppo delle doti presenti nella sua natura. L’adulto invece deve osservare scientificamente il bambino e le dinamiche che lo portano a compiere determinate attività e a scoprire secondo la sua spontaneità, in un ambiente scolastico a misura di bambino.

Quindi il metodo Montessori si basa su tre elementi fondamentali: ambiente, materiale ed adulto.

L’ambiente è il luogo dove bambini ed adulti stanno bene, dove i piccoli fanno esperienze importanti e significative secondo i propri ritmi, con il minor contributo degli adulti. Deve essere curato, attraente, funzionale al fare da sé, un luogo, una casa dove ripetere un’attività di interesse seguendo un tempo personale.

Il materiale deve tenere conto degli interessi esplorativi dei bambini ed ogni oggetto deve essere promotore di sviluppo, ogni attività deve essere ben organizzata e posta con cura ed attenzione in zone ben definite.

L’adulto è guida ed osservazione e non giudica, non incita, non promuove, non dirige, ma segue semplicemente il bambino. L’adulto interviene con calma e aiuta il bimbo ad accettare i naturali confini del suo agire.

Alcune critiche al metodo

Le critiche al metodo riguardano principalmente l’aspetto di autonomia nell’apprendimento, che riduce le occasioni di interazione tra i bambini, l’eccessiva contrapposizione tra il mondo dei piccoli e quello degli adulti e la scelta dei materiali didattici.

La “Montessori Mafia”

Sul Wall Street Journal, Peter Sims ha scritto: “La quantità di ex alunni montessoriani fa quasi pensare che esista una Mafia Montessori: i fondatori di Google Larry Page e Sergei Brin, di Amazon’s Jeff Bezos e il pioniere dei videgamese Will Wright”, sostenendo che lo stile educativo montessoriano possa essere l’approccio più adatto al successo del pensiero creativo. L’articolo ha infatti riportato i risultati di uno studio durato 6 anni, indagando 3mila manager e 500 persone che hanno avuto idee innovative e che si sono tramutate in prodotti di successo, di cui una significativa percentuale aveva frequentato scuole ad indirizzo montessoriano.

Una mafia di cui in Italia pare non esserci traccia, avendo solo 500 scuole che seguono tale approccio, senza dispetto alle oltre 3mila statunitensi ed alle 22mila sparse in 110 nazioni del mondo.

Chi era Maria Montessori

Maria Montessori (il volto delle vecchie mille lire) è stata una pedagogista e scienziata italiana, nata in provincia di Ancona nel 1870 e trasferitasi con la famiglia a Firenze e poi a Roma già durante la sua infanzia. Fu una delle prime donne a laurearsi in Medicina nel 1896 e concentrò successivamente i suoi studi e le sue ricerche in pediatria, psichiatria ed igiene. Divenuta assistente alla clinica psichiatrica universitaria di Roma, si dedicò ai bambini con problemi psichiatrici e girò l’Europa, approfondendo la tematica. Nei primi del novecento aprì a San Lorenzo la prima “Casa dei bambini” applicando un nuovo metodo educativo che raccontò nel libro Il metodo della pedagogia scientifica, che riscosse grande successo anche all’estero, in particolare nel Nord America. Negli anni venti nacque il movimento montessoriano e durante il periodo fascista venne promossa l’apertura di nuove Case dei Bambini, fino a che la stessa Montessori si ritrovò emarginata dal fascismo fino a dover abbandonare l’Italia, dove rientrò più tardi ed ottenne la possibilità di rimettere in piedi l’Opera nazionale Montessori, promotrice dei sistemi pedagogici montessoriani. Trasferitasi nei Paesi Bassi, Maria Montessori morì a Noordwijk il 6 maggio del 1952.