Partiamo dalle definizioni:

  • chiamiamo sportivi coloro che svolgono attività fisica in modo continuativo;
  • sono attivi fisicamente quelli che fanno sport in maniera saltuaria o in modo random;
  • chiamiamo sedentarie tutte le persone che non praticano sport e non fanno attività fisica di alcun genere (23,1 milioni di italiani nel 2016, di cui il 43,3% donne).

Secondo i dati dell’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, l’Italia si colloca al terzultimo posto in Europa per numero di sportivi che seguono le linee guida OMS, che consiglia 150 minuti (2 ore e poco più) a settimana. Purtroppo sono proprio le donne il fanalino di coda, che si classificano quarte in Europa con il differenziale tra uomini e donne più elevato nel seguire lo stile di vita salutare appena definito (150 minuti a settimana).

Pare infatti che le donne preferiscano trascorrere il proprio tempo a leggere o a guardare la televisione, a discapito del movimento fisico.

Dal 2013 al 2016 la sedentarietà è scesa di 2 punti percentuale passando dal 41,2% al 39,2% della popolazione italiana (per fortuna l’incremento è relativo soprattutto alla fascia d’età giovanile), mentre solo il 20,8% delle donne che svolge in modo continuativo attività fisica rispetto al 29,7% degli uomini.

A livello geografico, il 52,7% dei sedentari risiede al sud, mentre nel Nord Ovest il numero di sportivi cresce di +5,1%, battuto dal Nord Est che si conferma la parte del Belpaese meno sedentaria.

Nota bene: L’educazione e l’esempio familiare

La sedentarietà e l’eccesso di peso rappresentano un forte rischio di salute per il 52% degli adulti e pare inoltre che questo atteggiamento poco salutare, così come l’uso di alcool e fumo, venga “tramandato” di genitore in figlio.

Ma perché sono le donne le più sedentarie?

Forse dipende da stili educativi che, per quanto mutati, vedrebbero ancora un maggiore investimento sui maschi per la partecipazione ad attività agonistiche; forse a causa del diverso utilizzo del tempo libero dal lavoro, che vede in genere le donne più impegnate nella cura della casa e dei familiari. Altre ipotesi riguardano il possibile ruolo di pregiudizi contro l’attività fisica in gravidanza, in menopausa e nell’età avanzata (nota di MUMUP: gravidanza, post parto, menopausa sono ancor più difficili e duri se vissuti in modo pigro e sedentario).

Ad ogni buon conto le donne risultano troppo sedentarie.

Perché è meglio essere sportive

Generalmente, le donne sportive hanno uno stile di vita più sano anche nell’alimentazione, non fumano e consumano pochi alcolici ed hanno un aspetto fisico migliore; inoltre sono due volte meno depresse ed arrivano alla menopausa più in forma e con un ridotto rischio di malattie osteoporotiche, cardiovascolari ed oncologiche (è dimostrato che l’incremento di attività fisica dopo una diagnosi di tumore al seno riduca del 45% il rischio di recidive e di morte).

Il nostro punto di vista

Noi ce la mettiamo tutta nell’intento di promuovere uno stile femminile di vita sano e contrastare la sedentarietà, con la proposta di molte e diverse attività sportive per la donna, che seguono e rispettano le diverse fasi ormonali femminili con istruttori qualificati e preparati, appuntamenti ricreativi, articoli informativi ed incontri formativi, anche durante la menopausa, la gravidanza e con il proprio bebè; il resto, detto in maniera anche un po’ severa, care amiche e care socie, dipende da VOI.

Maria