In questi giorni, mi stanno bombardando un po’ di emozioni contrastanti, ma una su tutte è quella che sta prendendo il sopravvento: il senso di delusione.

La delusione è un mix tra il dolore e il sentimento del tradimento, perché noi anticipiamo mentalmente, in modo inconsapevole, ciò che sarà o meglio che potrebbe essere, prefigurandoci in positivo uno scenario. Ci carichiamo quindi emotivamente, e più passa il tempo e ci si avvicina all’evento, più la tensione sale.

L’aspettativa iniziale, si trasforma in delusione poiché gli eventi non vanno come ce li siamo prefigurati. Si crea quindi un picco nell’attesa, che poi diventa il crollo. L’intensità della delusione dipende da due fattori, ovvero dall’importanza di ciò che viene atteso e dal tempo che si passa ad attendere.

Per superare questa delusione, non c’è niente di meglio che cercare il sostegno di buoni amici, della famiglia, di persone di cui ci fidiamo, persone che meritano il nostro affetto e il nostro amore. Infatti, durante i momenti in cui mi sento “tradita e sconsolata”, la cosa migliore da fare è cercare una spalla amica su cui piangere e sulla quale scaricare un po’ del dolore. E’ importante buttare fuori tutto ciò che ci ha fatto male e non dobbiamo avere paura di mostrarci deboli o vulnerabili. Chi ci vuole bene, non userà mai “questa debolezza” contro di noi. Per fortuna ho ottimi consiglieri, che mi ascoltano, mi rincuorano e sanno come farmi uscire un bel sorriso; è bello avere intorno persone che saranno lì ad aspettare di poterci aiutare e per tenderci una mano quando ne avremo bisogno. Mio marito (che santo!) mi stuzzica, ma lo fa trasmettendomi la sua dolcezza e ottimismo, cercando di farmi vedere questo bicchiere sempre mezzo pieno; le mie amiche, che a volte dicono “grazie eh, ma proprio tutto tutto devi dire??”, lo fanno anche per sdrammatizzare, ma ci sono e cercano di farmi presente come farebbero loro, per farmi entrare in empatia con le loro vite ed esperienze.

Troppe volte, ci soffermiamo sugli aspetti negativi della delusione, ignorandone le potenzialità. William Arthur Ward[1], diceva:

 “Il fallimento non è fatale. Il fallimento dovrebbe essere il nostro maestro, non il nostro becchino. Dovrebbe spingerci verso nuove stimolanti sfide, non gettarci nelle profondità della disperazione”.

Mi capita raramente, invece dovrei proprio fare così: pensare che questa delusione mi darà altre opportunità, altro tempo, nuove esperienze.

E poi certo, ho pianto, mi sono sfogata ed ora, è logico che tremo. Tremano le mie basi, le mie fondamenta, ma lo so, questo non deve durare molto. Dentro il nostro cuore abbiamo la forza e la fiducia sufficienti a superare ogni trauma: io devo cercare i miei punti di forza e spremerli al massimo, per trovare l’energia di cui ho bisogno per andare avanti. Lo so che una delusione non durerà per sempre; spesso mi dico che sono debole, incapace di andare avanti. Quando non trovo la forza sufficiente, so che non ho cercato come si deve. E’ normale essere demoralizzati, ma so anche che questo dolore non può durare per sempre.

Sto cercando di parlarmi a cuore aperto, parlo con me stessa, cercando in fondo, il coraggio e la forza che poi mi permetteranno di guardare avanti con gioia e con vitalità.

Come ci si rialza? Mai perdere l’ottimismo e il senso dell’umorismo. Nessuno ha voglia di scherzare (anzi, a volte siamo ancora più irritati o irritabili), però quando bisogna affrontare una delusione, non esistono armi migliori dell’ottimismo e di una buona risata. In fondo lo so, non devo mai smettere di essere positiva, ottimista e allegra. Ho bisogno di cercare il lato migliore delle cose, perché è lì ad aspettare, si sta solo nascondendo.

Quello che posso fare in questi giorni, è avere amore e affetto per me stessa. Ho bisogno di volermi bene, trattarmi bene, fare cose che mi fanno stare bene.

Con la forza, l’atteggiamento, gli strumenti e il positivismo necessari, niente, per quanto possa essere doloroso, durerà per sempre.

Sono più di due anni che io e mio marito cerchiamo un figlio.

Scritto da Una di noi

[1] Scrittore e insegnante americano del secolo scorso