Natale, tempo di regali, luci, famiglia e favole.

Con l’occasione vogliamo presentarvi una favola “classica”: L’albero di Natale, di Hans Christian Andersen.

Si tratta di una delle fiabe più belle e commoventi dello scrittore danese Hans Christian Andersen (1805- 1875), celebre per opere quali “La principessa sul pisello”, “La sirenetta”, “Il soldatino di stagno”, “Il brutto anatroccolo” e “La piccola fiammiferaia”.

La storia è attuale, perché trasmette dei valori “contemporanei”: ai bambini il rispetto per gli esseri viventi e agli adulti la consapevolezza della loro incapacità di godersi il presente.

Si avverte quella sensazione di essere spesso ancorati al passato ma anche, proiettati verso il futuro. L’albero della fiaba, vive nell’insoddisfazione di sé anche quando è all’apice della giovinezza: infatti l’abete è un giovane albero, frondoso e profumato, vive la sua fanciullezza nella speranza di divenire imponente come gli alberi adulti, vive nella insoddisfazione di sé anche quando è all’apice della sua bellezza e della sua esistenza, troneggiante al centro di un salone addobbato a festa, rimpiange il passato quando non può più goderne e anela a ciò che non conosce, sfuggendo il contingente.

Questo libro potrebbe essere l’idea giusta da regalare ai più piccoli, permettendogli di scoprire l’intensità che hanno le favole classiche.  Potrebbero infatti imparare a gioire per le piccole cose; ad amare tutte le stagioni della vita.

L’uomo è sempre insoddisfatto e alla ricerca di migliorare la sua esistenza, salvo poi riconoscere che, in fondo, qualcosa da salvare c’è sempre stato. Basta solo guardare meglio.

“In mezzo al bosco si trovava un grazioso alberello di abete che aveva per sé parecchio spazio, prendeva il sole, aveva aria a sufficienza, e tutt’intorno crescevano molti suoi compagni più grandi, sia abeti che pini, ma quel piccolo abete aveva una gran fretta di crescere. Non pensava affatto al caldo sole né all’aria fresca, né si preoccupava dei figli dei contadini che passavano di lì chiacchierando quando andavano a raccogliere fragole o lamponi.

Voleva andare via anche lui, come quegli alberi maestosi che all’avvicinarsi del Natale i boscaioli tagliavano e caricavano sui carri. Sarebbe arrivato anche il suo turno? L’abete era così impaziente che non si godeva i raggi del sole né l’aria fresca (…)”

Il libro è consigliato ai bambini di età 6-10 anni.

Buona lettura!

Marta