La scuola pubblica (http://www.miur.gov.it/scuola-dell-infanzia) offre un insegnamento basato su testi scelti da un team di docenti e finanziati dai Comuni ed è costituita da insegnanti qualificati che devono aver superato un concorso e che seguono corsi di aggiornamento obbligatori. Il programma ministeriale da seguire è lo stesso in tutto il paese, le classi sono numerose e la partecipazione dei genitori è regolamentata, stabilendo solitamente 2 incontri all’anno con gli insegnanti.

Sempre più spesso i genitori si guardano intorno alla ricerca di nuovi modelli educativi, incontrando metodi pedagogici alternativi che in realtà sono nati tanto tempo fa ma che si rivelano più rispettosi dei bambini e della loro crescita, dando spazio alle capacità di adattamento, alla gioia di imparare, alla collaborazione, all’autonomia, alla creatività, alla musica, al problem solving.

Il metodo Montessori

Aiutami a fare da solo!” In quest’ottica, il bambino viene posto al centro e la curiosità del bambino è il motore dell’apprendimento, in modo che possa sviluppare le proprie capacità al massimo ed accrescere la propria autostima, attraverso un percorso di apprendimento personale. Il bambino è lasciato libero di “girare” e l’adulto ha un ruolo di facilitatore. Grande attenzione è posta all’ambiente, ai materiali, agli arredi e all’ordine.

L’educazione Steineriana

Il bambino è posto al centro ed il focus è sui suoi bisogni ed i suoi talenti, i principi educativi mirano alla sua libertà e a stimolare la creatività. Per questo, viene data grande importanza al gioco, alla vita all’aria aperta, al contatto con la natura, alla musica, all’arte, alle attività manuali (maglia, lavorazione di legno, carta, metalli,etc.) e all’alimentazione, seguendo un ritmo quotidiano regolare. I materiali sono pregiati e naturali, gli educatori sono fonte di ispirazione, i genitori partecipano attivamente alla vita attività scolastica in vari modi, riportando coerentemente tale vissuto in quello familiare.

La scuola parenterale

La costituzione e la legge prevedono la possibilità che i genitori gestiscano autonomamente l’istruzione dei propri figli, attraverso la creazione di piccole comunità in cui gli insegnanti vengono scelti direttamente da solo, quando non sono addirittura loro a rivestire i panni dell’educatore. Un’alternativa è la scelta di realtà come i nidi famiglia, dove i genitori in forma associativa scelgono di affidare i propri figli al gestore della scuola, ovvero una mamma o un’educatrice specializzata, collaborando alle scelte educative e didattiche.