Ci siamo ispirati grazie alla lettura del libro “60 attività Montessori per il mio bebè” per parlarvi della preparazione della cameretta. Ed ecco a voi la nostra sintesi.

Prima dell’arrivo del nostro bebè, possiamo dedicarci alla preparazione dell’ambiente che lo accoglierà. In questo modo, saremmo in grado di prepararci concretamente al suo arrivo e ad essere disponibili e pronte una volta arrivato.

In accordo alla proposta della pedagogia montessoriana,  prepareremo uno spazio armonioso, dove il bimbo potrà sentirsi rispettato ed incoraggiato a sperimentare le sue sensazioni e sviluppare le sue competenze, stimolando il suo interesse verso ciò che gli sta intorno.

Prendiamoci del tempo per studiare la disposizione e l’organizzazione della camera, che manterremo per tutto il primo anno, tenendo conto della sua evoluzione. Mettiamoci in ascolto, sdraiamoci dove dormirà, esploriamo lo spazio anche a gattoni, per vedere ciò che potrà attirare la curiosità del nostro bambino, fin quando comincerà ad alzarsi in piedi. Cerchiamo di individuare un posto tranquillo che favorisca la sua attenzione, magari vicino al giardino affinché possa percepire i suoni del cielo e della terra.

Scegliamo per le pareti colori neutri e chiari, verifichiamo le luci e scegliamo una lampada da comodino che possa sostituire la luce del giorno. Selezioniamo pochi oggetti e appendiamo alle pareti poche cose, affinchè la camera sia in ordine. Nei primi 3 anni il bambino assorbirà tutto ciò che lo circonda: per questo troveremo oggetti attraenti, adatti a lui e alla sua statura e di buona qualità. In questo modo il bambino avrà a diposizione un ambiente bello, calmo, rilassante e stimolante.

L’ideale sarebbe creare 4 spazi distinti:

  • Lo spazio per dormire;
  • Lo spezio per cambiarlo, lavarlo, vestirlo;
  • Lo spazio per nutrirlo;
  • Lo spazio per le attività.

Non è necessario avere a disposizione grandi superfici, ma potremo studiare lo spazio ed adattare le stanze a disposizione per ottenere una diversa configurazione (ad esempio il bagno potrà contenere lo spazio dove cambiarlo, il soggiorno quello per nutrirlo).

Lo spazio per dormire

Cosa vedrà il nostro bimbo al risveglio? Per regalargli un universo piacevole e gioioso, possiamo scegliere un letto senza sbarre dal quale osservare tutta la stanza e magari scoprire al risveglio un mobile che gira lentamente e scopre luci ed ombre. Aiutiamo il bambino a sincronizzare il sonno con il ritmo notte/giorno, facendolo dormire di giorno con una luce smorzata e di notte in una stanza buia.

Il letto montessoriano è diverso dal lettino a sbarre: è costituito da un materassino di circa 1 m per 90 cm, spesso 10 cm, da ricoprire con un telo di cotone grosso e con un lenzuolo chiaro, su cui aggiungere un lenzuolino più piccolo ed una copertina o plaid di materiale naturale. La coperta non va rimboccata ed il materasso può essere adagiato vicino ad un tappeto, utile quando il bambino comincerà a rotolare o girarsi. Nei primi giorni possiamo tenere il bimbo in una cesta o nella navicella e posarla sul materasso, potremmo procurarci un Topponcino, il cuscino di sicurezza che possiamo realizzare anche da sole, per spostarlo senza svegliarlo, in modo da trasmettergli sicurezza e mantenere la testa in posizione corretta.

Lo spazio per cambiarlo e vestirlo

L’idea è quella di utilizzare un comò, che abbia cassetti facili da aprire e che potrà essere usato in autonomia dal bambino quando saprà vestirsi da solo. Sopra il comò sistemeremo un materassino lavabile, asciugamano di spugna e fascia di cotone, prediligendo i colori chiari, facili anche da lavare. Nel comò troveremo una buona scorta di pannolini, delle garze di cotone e alcuni vestiti di stagione. Potremo etichettare i cassetti (mutandine, calzini, maglie,etc.) con scritte colori e simboli, in modo che tale classificazione venga appresa dal bambino. Sopra al comò potremmo sistemare una mensola per ospitare l’occorrente da toilette, come olio di oliva, cotone, creme, forbicine, spazzolina per i capelli,etc. e accanto al comò poseremo un cestino per i pannolini sporchi ed una cesta porta biancheria e pannolini lavabili (da non lasciare nella camera del piccolo). Quando il bimbo sarà più grande, a 2 anni e mezzo, potremmo spostare la mensola alla sua altezza ed utilizzarla per sistemarvi alcune delle sue cose (libri, conchiglie, etc.).

Lo spazio per nutrirlo

Scegliamo un punto dove ci sentiamo bene e sistemiamo una poltrona, una sedia a dondolo o una sedia ad amaca sospesa la soffitto per allattare o dare il biberon. Accanto posizioniamo un piccolo tavolino dove tenere un bicchiere d’acqua, dei fazzolettini ed un orologio o una sveglia silenziosa per conteggiare la durata della poppata. Attacchiamo alle pareti foto o immagini di elementi della natura, che il bambino potrà osservare e aggiungiamo una mensolina dove riporre dei libri da leggere fin dai primi giorni (poesie, filastrocche, libri cartonati, etc.).

Lo spazio per l’attività

Il metodo Montessori incoraggia l’autonomia. Lasciamo fin da subito dei momenti di veglia in cui il bambino possa guardarsi intorno da solo e concentrarsi, senza interromperlo. Organizziamo lo spazio con pochi oggetti adatti alla sua evoluzione, portandolo a raggiungere il limite superiore del suo potenziale.

Lo spazio delle attività per i primi mesi sarà composto da:

un materassino a terra, distinto da quello per dormire e anche in questo caso con un tappetino che ammortizzi la discesa; uno specchio, posto dietro al materassino, di forma lunga e rettangolare, in vetro Securit e posto in sicurezza alla parete, che consenta al bambino di specchiarsi e vedere la stanza (e che potremmo girare in verticale quando il bambino sarà più grande); dei mobiles,di varie forme e colori, per stimolare le capacità di esplorare il mondo con la vista; un ripiano basso con cestini contenenti oggetti da guardare e maneggiare, partendo da un solo piccolo sonaglio e mano mano arricchito di giochi selezionati e di buon materiale, che lasceremo a disposizione a rotazione; piccoli quadri, raffiguranti la natura oppure opere d’arte, appesi sopra al ripiano, magari insieme ad un piccolo specchio, in modo che il bambino sia spinto a mettersi in piedi.

“Ed eccolo giunto a noi, esausto dal terribile contrasto tra il perfetto riposo e l’inenarrabile sforzo testè compiuto” Maria Montessori, Il bambino in famiglia

Bibliografia:

“60 attività Montessori per il mio bebè” scritto da Marie-Helene Place, l’Ippocampo Ragazzi Edizioni