Le prime mamme di Settembre, a pieno titolo e muse ispiratrici di questo post, sono proprio loro:

sono le mamme i cui bambini iniziano la scuola!!!

Ne fanno parte le mamme del primissimo giorno di scuola, che può essere il micro nido, il nido, oppure la scuola dell’infanzia.  Spesso sono le mamme che non solo preparano i bavaglini, i cambi pannolino e vestitini, il grembiule, lo zainetto, i colori e le matite, le scarpine, le tutine nuove, i calzini bianchi e quelli colorati, ma che inoltre si preparano al distacco dal proprio bambino ed al rientro a lavoro. Sono le mamme che tornate dalle ferie e dalle vacanze, hanno fatto mille lavatrici per affogare nel programma “sintetici” la tristezza ed hanno i pensieri alle cose da fare che vanno veloci come la centrifuga. Ci sono anche le mamme dei figli più grandi che magari ricominciano l’università o le scuole superiori oppure le medie o le elementari, quelle mamme che ogni volta sarà come il primo giorno.

Poi ci sono le mamme di pancia, quelle al nono, settimo, quinto mese, che sentono il bimbo muoversi dentro di loro, che hanno il pancione e le gambe un po’ gonfie, che preparano la cameretta e la borsa per l’ospedale, che fanno acquisti nei negozi per bambini e passeggiano con la mano nella mano del loro compagno ed il cuore tra le nuvole. Sono le mamme a 6+0 che vedono  per la prima volta il cuoricino sfarfallare, quelle a 4+5 che ripetono le beta, quelle che hanno tra le mani il test di gravidanza positivo e cercano il modo più dolce e di effetto per comunicarlo a lui, sono quelle che ancora non sanno di essere incinte ma hanno le vene del seno più evidenti ed una strana nausea.

E poi ci sono le mamme nel cuore: sono le donne che desiderano con tutto il cuore di avere un bambino con il proprio compagno, ma che ancora non sono riuscite a realizzare il loro sogno di amore.

Sono le donne che provano da pochi mesi, che insieme al desiderio di una unione intima con il proprio lui, hanno unito la speranza nel cuore che da quell’atto d’amore si generi una nuova vita, donne spensierate che fanno l’amore con una nuova luce nel cuore; sono le donne che invece provano da tanti mesi o magari anni, che ogni mese, con una certa ansia nello stomaco, controllano le mutandine sperando che la mestruazione non arrivi, che comprano gli stick di ovulazione e contano i giorni sul calendario, magari con l’aiuto di una app oppure col supporto del ginecologo, le più coraggiose, che si confrontano con le amiche in cerca di consigli, che dopo aver fatto l’amore si mettono il cuscino dietro la schiena e le gambe alte appoggiate al muro, che a volte litigano con lui, perché l’attesa e le domande cominciano ad essere opprimenti; sono le donne che hanno intrapreso il percorso della procreazione medicalmente assistita,  perché hanno un problema “meccanico” alle tube, oppure a causa dell’azoospermia severa, oppure perché, chi lo sa il perché, sono etichettate con il proprio compagno come coppia sine causa, sono le donne che fanno mille analisi preliminari, che si bucano il pancino con gli ormoni per poter produrre tanti ovetti, che rischiano la sindrome dell’iperstimolazione ovarica, che sperano di avere una buona risposta alle terapie e che se tutto va “bene” fanno il transfer embrionario e poi contano i giorni del post transfer mentre si sentono incinte, che stanno attente ad ogni sintomo ed intanto si bucano di progesterone e magari clexane e altri farmaci per aiutare l’annidamento e che piangono lacrime amare per la lacerazione interiore che provoca l’eventuale negativo e che in caso di positivo rimangono con i piedi ancorati alla terra ed una grande paura nell’anima; sono le donne che hanno abortito, che hanno perso il loro bambino a poche settimane, quando per gli altri non conta niente, ma per loro il dolore è gigante, che hanno subito il raschiamento oppure hanno fatto tutto autonomamente, travolte dalle scelte della natura. Sono le mamme che hanno perso il loro bambino dopo pochi giorni o pochi mesi o pochi anni dopo la nascita; sono le mamme che hanno perso un figlio a qualsiasi età, che tanto sarà sempre troppo ingiusto e troppo profondo ed incolmabile il dolore, le donne che piangeranno tutta la vita ma che magari avranno ancora la forza di pregare e che andranno avanti, con la vita nelle gambe e nelle mani e un po’ di morte nel cuore e nella testa.

Sono le donne che non possono avere figli e che faranno della famiglia o della solitudine la loro vocazione e che il desiderio di maternità lo custodiranno per sempre nel cuore e che non smetteranno di sentire una morsa allo stomaco quando a settembre come a giugno o a marzo, incontreranno le mamme di pancia a passeggio o le mamme per mano con il proprio bambino e lo zainetto in spalla.

 E poi, ci sono le mamme degli adulti, quelle che vedono per sempre i loro figli come bambini, che se ne prendono cura ogni istante, ogni giorno, ed ogni mese, come se fosse sempre settembre, come se fosse sempre un nuovo inizio: sono le mamme nonne, quelle che aiutano i figli a preparare i nipoti per la scuola, o che nel frattempo aiutano nelle faccende domestiche per alleggerire il lavoro dei figli che pensano ai nipoti; sono le mamme delle figlie o dei figli che non riescono ad avere bambini, che soffrono insieme a loro e a volte soffocano le parole per non essere invadenti e che altre volte osano chiedere ma magari non trovano le parole giuste per donare sollievo e speranza; sono le nonne degli angeli, che non sanno come aiutare i loro figli e darebbero la loro vita se si potesse ridarla ai loro nipoti.

 

Le mamme siamo noi donne, quelle donne che hanno deciso che saranno mamme per sempre e che sentono la loro realizzazione nell’amore che generano per il proprio figlio, che sia di cuore, di pancia o in carne ed ossa.

Maria