San Valentino oggi, è la festa degli Innamorati, celebrata a suon di cioccolatini, frasi d’amore, fiori, regali e cene romantiche.

Ma quali sono le origini di questa Festa?

Fin dal quarto secolo a.C. i romani celebravano un rito di fertilità invocando Lupercus (poi divenuto Fauno), che proteggeva e portava fertilità a uomini e donne i cui nomi venivamo scritti e posti in un’urna dalla quale un bambino estraeva coppie di persone che avrebbero dovuto vivere in intimità per onorarlo, fino all’anno successivo e alla nuova estrazione (in cui quindi le coppie sarebbero potute cambiare).

[ve l’abbiamo sintetizzata così la storia pagana, ma è fatta di dettagli decisamente “hot” e sadomaso].

Ma la Chiesa riteneva tale festa immorale, così che cercò un sostituto e scelse San Valentino di Terni, vescovo romano e martire, che nel 273 fu condannato a Roma dall’imperatore Claudio II, rifiutandosi di interrompere la sua opera di evangelizzazione. Inizialmente graziato ed affidato ad una famiglia nobile, alla more di Claudio II fu nuovamente arrestato dall’imperatore Aureliano, decisamente meno tollerante, tanto che fu flagellato lungo la via Flaminia e decapitato il 14 febbraio 273.

Ma cosa c’entra la decapitazione di un vescovo con la festa dell’amore?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare affidamento su due teorie: la prima vede Valentino innamorato della figlia del carceriere, una ragazza cieca a cui restituì la vista e alla quale si dice mandò un biglietto di addio firmato “il Vostro Valentino”, formula che ancora si trova in molti biglietti di auguri. La seconda versione è statunitense e prevede un Valentino casto e protettore degli innamorati, che aveva donato i fiori del suo giardino ad una coppia di giovani e li aveva benedetti per restare insieme per sempre.

Il merito moderno il merito moderno  e letterario si deve a Geoffrey Chaucer, l’autore dei Racconti di Canterbury che alla fine del ‘300 scrisse – in onore delle nozze tra Riccardo II e Anna di Boemia – The Parliament of Fowls, (Il Parlamento degli Uccelli) un poema in 700 versi che associa Cupido a San Valentino, che divenne così il tramite ultraterreno della dimensione dell’Amore cortese.